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Gli infermieri di cure palliative che si percepiscono maggiormente competenti sono più soddisfatti del loro lavoro e mettono in atto comportamenti di cittadinanza organizzativa

Gli infermieri di cure palliative che si percepiscono maggiormente competenti sono più soddisfatti del loro lavoro e mettono in atto comportamenti di cittadinanza organizzativa

16/11/2016 - 19/11/2016

Abstract

Relazione al XXIII congresso nazionale SICP, Roma

Introduzione

Gli infermieri di cure palliative che si ritengono più competenti nel compiere il proprio lavoro hanno una maggiore probabilità di prendersi cura delle persone nel loro fine-vita e supportare la loro famiglia in maniera efficace. Inoltre, maggiori livelli di competenza sono associati a migliori esiti organizzativi. È stata testata l’ipotesi per cui gli infermieri che hanno una più elevata percezione delle proprie competenze professionali sono più soddisfatti del proprio lavoro e intraprendono comportamenti di cittadinanza organizzativa (OCB) più frequentemente degli infermieri che si percepiscono meno competenti sul lavoro. 

Materiali e metodi

È stata condotta una indagine on-line rivolta agli infermieri di cure palliative di 25 centri del nord, centro e sud Italia, includendo sia personale di assistenza diretta che coordinatori di strutture hospice, servizi domiciliari, organizzazioni pubbliche, no-profit e private. La percezione delle competenze professionali posseduta dagli infermieri è stata misurata con la scala Professional-Competence del Core Curriculum Infermieristico in Cure Palliative (CCICP), costituita da 24 item che si riferiscono alle 5 competenze più rilevanti delle 26 descritte nel CCICP. Gli OCB si identificano in tutti quei comportamenti individuali discrezionali, che pur non essendo esplicitamente riconosciuti dal sistema formale premiante o imposti dal contratto di lavoro, contribuiscono a promuovere l’efficace funzionamento dell’organizzazione. Per misurarli è stata utilizzata, in modalità self-report, la scala di Podsakoff et al. (1990), tradotta in italiano da Cortese (2006) e validata da Argentero et al. (2008) in una versione a 15 item, che misura tre dimensioni: altruismo, coscienziosità e virtù civica. La soddisfazione lavorativa è stata misurata con la sottoscala “job in general” del Job Descriptive Index di Smith et al. (1969). 

Risultati

Gli infermieri di cure palliative che hanno risposto al questionario on-line sono stati 102: per l’85% donne, di età media 42 anni (DS=10; range=24-63), per il 70,3% coniugati o conviventi, per l’86,3% prestanti assistenza diretta, presso un hospice (60,2%) o a domicilio (30,6%). Mediamente lavorano come infermieri da 18 anni (DS=11, range=1-41), nell’ambito delle cure palliative da 7 anni (DS=5, range=0-23) e in modo esclusivo per l’81%. Il modello è stato testato con Mplus e ha evidenziato buoni indici di fit: χ2 (gdl=25, N=107)=33.50 p=0.12, CFI=0.98, TLI=0.97, RMSEA=0.06 (90% CI=0.00-0.10) p=0.39, SRMR=0.04. Le competenze professionali percepite sono risultate predire significativamente la soddisfazione lavorativa (β = 0.39) e gli OCB (β = 0.53). 

Discussione

Gli infermieri di cure palliative che ritengono di esercitare la professione in accordo con i principi etici, di personalizzare l’assistenza, di prendersi cura in modo globale, di garantire il rispetto e di comunicare in modo efficace hanno riportato maggiori livelli di soddisfazione lavorativa e di comportamenti a favore dei colleghi o dell’organizzazione (OCB). Promuovere lo sviluppo e la percezione delle competenze professionali da parte degli infermieri di cure palliative può favorire non solo le persone assistite, ma anche gli infermieri stessi, i colleghi e l’organizzazione.

Relazione al XXIII congresso nazionale SICP, Roma.

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