Tumori e telenursing: uno studio fenomenologico

02/05/2025

"Percezioni e aspettative dei pazienti con tumore al polmone e melanoma riguardo all’approccio telenursing: uno studio fenomenologico" di: Aurora De Leo, Sara Dionisi, Alessandro Spano, Laura Iacorossi, Gloria Liquori, Noemi Giannetta, Emanuele Di Simone 6, Paola Presta, Fabrizio Petrone, Marco Di Muzio e Nicolò Panattoni è stato pubblicato su Nursing Reports di MDPI.
Questo studio, finanziato dal CECRI, si propone di esplorare le aspettative e le percezioni dei pazienti con tumore al polmone e melanoma nei confronti del telenursing, visto che quest’ultimo potrebbe migliorare la continuità assistenziale.
Lo studio, qualitativo descrittivo, è stato condotto attraverso interviste faccia a faccia, approfondite e aperte fino alla saturazione dei dati, su un campione di convenienza di 20 pazienti di età pari o superiore a 18 anni (provenienti da un Centro oncologico).
Le percezioni e le aspettative dei pazienti erano correlate ad aree esplorate dall'importanza della relazione infermiere-paziente, e, in conclusione, nonostante la mancanza di utilizzo precedente, i pazienti considerano il telenursing positivamente, come "un ponte tra la casa e la cura", soprattutto nelle fasi avanzate della malattia, evidenziandone punti di forza e debolezze, come: la mancanza di "qualcuno per te", la connessione, la paura della dipendenza psicologica, la perdita della privacy e la mancanza di empatia.
Il telenursing risulta essere un prezioso approccio infermieristico nelle cure primarie e oncologiche per migliorare l'assistenza centrata sul paziente, le capacità di autocura, il benessere del paziente, la qualità della vita, la continuità e l'accesso alle cure. In particolare, in ambito oncologico, ha per obiettivi principali: il rafforzamento della pratica clinica tradizionale, il miglioramento della comunicazione e della trasmissione delle informazioni tra paziente ed équipe di cura, la continuità assistenziale, la formazione e l'aderenza alla terapia farmacologica.
Negli ultimi anni, sono stati condotti diversi studi in ambito oncologico, utilizzando diversi strumenti di telenursing per migliorare il supporto ai pazienti nella cura del cancro. In particolare, fra questi, tanti hanno indagato l'efficacia dell'approccio del telenursing negli interventi di educazione del paziente, in aggiunta, o in alternativa, alla tradizionale assistenza in presenza, con risultati promettenti sia nei giovani che negli anziani. Ma, sebbene l'eHealth e il telenursing siano stati utilizzati nella cura del cancro, la loro implementazione nei percorsi clinici non ha pienamente considerato i bisogni, la soddisfazione e le prospettive dei pazienti. Proprio a tal proposito, gli infermieri dovrebbero garantire che questo approccio sia basato sui valori e sui bisogni degli stessi, non aumenti le disuguaglianze nell'accesso alle cure e all'assistenza e, in particolare, consenta di preservare la qualità della relazione infermiere-paziente.
Addirittura, alcuni studi suggeriscono che uno dei principali ostacoli al telenursing, per infermieri e pazienti, sia proprio la paura di perdere la relazione infermiere-paziente.
Dato l'aumento della prevalenza e dell'incidenza del cancro al polmone e del melanoma osservato in tutto il mondo negli ultimi anni, lo studio italiano mira a esplorare le aspettative e le percezioni dei pazienti, visto che approfondire tali aspetti potrebbe migliorare la progettazione, la diffusione e l'utilizzo di questi strumenti tra le parti interessate. Il telenursing è un approccio infermieristico promettente per migliorare l'assistenza centrata sul paziente, l'autocura e il benessere del paziente nell'assistenza oncologica, consentendo a infermieri e pazienti di interagire a distanza e migliorando la raccolta dati e la connettività.
Tuttavia, l'efficace implementazione degli interventi di telenursing dipende da molte variabili, tra cui l'infrastruttura tecnologica disponibile e la formazione del personale infermieristico.
In futuro, per valutare l'impatto sui costi sanitari e sugli esiti clinici e infermieristici di questo approccio bisognerà condurre ulteriori studi.