Nuove tecnologie per l'insegnamento della rianimazione cardiopolmonare
Su Springer Nature Switzerland AG è stato pubblicato l’articolo: “Scenario guidato di supporto vitale di base e defibrillazione (BLSD) in realtà virtuale: uno studio pilota” (“Virtual Reality Basic Life Support and Defibrillation (BLSD) guided scenario: a pilot study”) dei ricercatori: Andrea Gazzelloni, Cristina Calandrella, Simone Piga, Giuliana D’Elpidio e Rosaria Alvaro.
Dal progetto CECRI denominato: “Introduzione al Metaverso nella formazione infermieristica”.
L'arresto cardiaco è un grave problema di salute globale. Il suo riconoscimento immediato e l'avvio della rianimazione cardiopolmonare (RCP), così come la defibrillazione automatica esterna (DAE) precoce, sono correlati a un miglioramento degli esiti per i pazienti con arresto cardiaco extraospedaliero (OHCA).
Negli ultimi anni, sono diventate disponibili molte nuove tecnologie per l'insegnamento della RCP, in particolare la realtà virtuale (VR).
Le tecnologie immersive offrono agli utenti una piattaforma di apprendimento coinvolgente e piacevole per addestrarsi fino al raggiungimento della competenza senza mettere a rischio la sicurezza del paziente. Tali tecnologie possono essere uno strumento potente per aumentare la consapevolezza pubblica e l'apprendimento di competenze salvavita, principalmente grazie all'elevato livello di immersione, all'accesso percettivo a scenari in tempo reale e all'impersonificazione.
Questo studio-pilota ha testato uno scenario di rianimazione cardiopolmonare (RCP) in realtà virtuale, integrato con un manichino a mezzo busto per la pratica della RCP, al fine di simulare un'esperienza virtuale simile a quella di un corso RCP tradizionale. Lo scenario creato prevedeva una vittima adulta in arresto cardiaco (incosciente, senza respiro, senza polso e che necessitava di defibrillazione) in un contesto extraospedaliero. È stato coinvolto un campione di convenienza composto da studenti di Infermieristica del III anno e infermieri (laureati da meno di un anno).
Questo studio-pilota ha rilevato che lo scenario di RCP in realtà virtuale, integrato con un manichino a grandezza naturale, si poteva ritenere “accettabile” e che l'usabilità e il livello di presenza percepiti dai partecipanti erano buoni. Questo, però, senza dimenticare che sono necessari ulteriori passaggi per completare lo sviluppo dello scenario virtuale.
Info: https://doi.org/10.1007/978-3-031-85561-0_9