L’alfabetizzazione sanitaria nell'ictus è importante quanto la cura

L’alfabetizzazione sanitaria nell'ictus è importante quanto la cura

25/03/2026

Sul Journal of Vascular Nursing è apparso l’articolo “Alfabetizzazione sanitaria nell'ictus: una revisione sistematica” a cura dei ricercatori: Ymeraj, Kotica, Bozzolan, Rocco, Virgolesi,  Alvaro, Vellone e Pucciarelli.
Ovvero, è stato dimostrato che l'alfabetizzazione sanitaria è un fattore che influenza la capacità dei pazienti di assimilare le informazioni e i consigli clinici. Attraverso una Revisione sistematica su studi incentrati sull'alfabetizzazione sanitaria nell'ictus selezionati, che ha coinvolto 35.935 partecipanti, è emerso che i livelli di alfabetizzazione sanitaria tra la popolazione generale e i pazienti colpiti da ictus sono risultati relativamente bassi, evidenziando la necessità di una maggiore educazione in materia di ictus.
A causa dell'invecchiamento della popolazione, il numero di pazienti colpiti da ictus aumenterà nei prossimi anni: si stima che un milione di persone in tutto il mondo venga colpito da ictus e che, tra il 10% e il 15% di quelli ictus precoci si verifichino in persone di età compresa tra i 18 e i 50 anni, rappresentando la seconda causa di morte, oltre che di disabilità cronica, depressione e demenza.
Molti sono i fattori di rischio: fumo, diabete, ipertensione, iperlipidemia e sedentarietà, che possono essere modificati attraverso interventi che includono terapie e trattamenti ma pure cambiamenti nello stile di vita. Le persone a rischio di ictus hanno espresso il desiderio di ricevere maggiori informazioni pratiche e interventi comportamentali personalizzati. L'educazione all'ictus, perciò, è diventata un aspetto significativo sia della prevenzione che della cura post-ictus.
Sebbene la relazione tra il controllo dei fattori di rischio e gli esiti post-ictus (ad esempio, perdita di funzionalità, affaticamento, dolore, incontinenza, ecc.) vari a seconda della condizione, alcuni studi hanno rilevato che il controllo dell'ipertensione e della fibrillazione atriale ne riduce il rischio di quasi il 50%.
Lo sviluppo di una solida base di evidenze scientifiche per un migliore recupero dall'ictus richiede una migliore comprensione dei fattori che influenzano l'aderenza dei pazienti alle terapie. In tal senso, l'alfabetizzazione sanitaria si è dimostrata un fattore determinante nella capacità dei pazienti di recepire le informazioni e la consulenza clinica. Le strategie di educazione sanitaria prevedono un'interazione tra i pazienti colpiti da ictus, i caregiver e gli operatori sanitari, allo scopo di piano di cura individualizzato. L'educazione e la consulenza clinica sono essenziali per migliorare la qualità della vita e gli esiti di salute dei pazienti colpiti da ictus. Per questo, l'alfabetizzazione sanitaria ha un effetto significativo sull'identificazione dei sintomi e dei segni dell'ictus, riducendo così la durata del ricovero.
Inoltre, una scarsa alfabetizzazione sanitaria potrebbe rappresentare un problema diffuso per il peggioramento dello stato di salute e l'aumento delle disparità sanitarie. Un basso livello di alfabetizzazione sanitaria potrebbe essere associato anche a difficoltà nell'utilizzo dei servizi di prevenzione, diagnosi tardive, scarse capacità di autogestione, difficoltà nella comprensione delle istruzioni mediche e a scarsa aderenza alle terapie raccomandate.
L'alfabetizzazione sanitaria è un concetto complesso e importante, ma è fondamentale per la prevenzione, la gestione e la riabilitazione dell'ictus. Inoltre, aiuta gli individui e le famiglie a sviluppare conoscenze, competenze e motivazione nell'ambito dell'assistenza medica, dei processi decisionali e della prevenzione di ictus ricorrenti.
I risultati di questa Revisione hanno evidenziato proprio la carenza di alfabetizzazione sanitaria in diverse popolazioni.  Eppure ricevere informazioni adeguate sull'ictus, sui sintomi e sulla prevenzione può salvare vite. Si è osservato che anche un semplice intervento educativo può contribuire a migliorare l'alfabetizzazione sanitaria, così da ridurre i tempi tra l'insorgenza dei sintomi e l'arrivo in ospedale (atteso che il “fattore tempo” gioca un ruolo cruciale nell'ictus).
Info: https://doi.org/10.1016/j.jvn.2025.01.001