Sviluppare e testare la validità di contenuto dell'indice di Self-Care of Oral Anticancer Agent (SCOAAI) nei pazienti trattati con OAA

Sviluppare e testare la validità di contenuto dell'indice di Self-Care of Oral Anticancer Agent (SCOAAI) nei pazienti trattati con OAA

14/03/2025

Pubblicato da Elsevier nel n.3 del volume 39 dei “Seminari di Infermieristica oncologica”, l’articolo “Sviluppo e validità del contenuto dell'indice Self-Care of Oral Anticancer Agents (SCOAAI)” a cura dei ricercatori: Lacarbonara, Di Nitto, Biagioli, Durante, Sollazzo, Torino, Roselli, Alvaro e Vellone, da un progetto del Polo della Ricerca del Centro di eccellenza-CECRI di OPI di Roma.
Negli ultimi due decenni, l'uso di agenti antitumorali orali (OAA) è aumentato a causa del crescente numero di pazienti a cui è stato diagnosticato un cancro. Ad oggi, gli OAA rappresentano circa 1/4 degli agenti antitumorali attualmente disponibili e includono sia farmaci citotossici che mirati. I pazienti trattati con OAA traggono più soddisfazione dal trattamento, un minore carico e impatto negativo sulla vita quotidiana e sulle relazioni, più adattabilità al trattamento e maggiore autonomia, perché gestibili a casa. Tuttavia, questi farmaci possono causare problemi come: diarrea, diminuzione dei globuli bianchi, affaticamento, anemia, nausea e dolore muscoloscheletrico., e, proprio perchè gestiti autonomamente, è un regime spesso associato a una minore aderenza al trattamento.
Per prevenire questi problemi e mantenere una buona salute, evitando complicazioni, i pazienti trattati con OAA non solo devono assumere i farmaci come prescritto, ma anche eseguire diversi comportamenti di auto-cura, volti a mantenere una buona stabilità clinica (mangiare cibo sano e dormire a sufficienza), monitorare le condizioni di salute e gestire eventuali complicazioni causate dal trattamento, contattando il medico in caso di sintomi ingestibili.
È stato scoperto, infatti, che una buona cura di sé nei pazienti con cancro è associata a molti risultati positivi, come un minor numero di ricoveri ospedalieri, di visite al Pronto Soccorso e una migliore qualità della vita.
Poiché tutti i comportamenti di self-care sono essenziali ma non considerati negli strumenti esistenti, se ne rende necessario uno nuovo per misurare il self-care nelle tre dimensioni di: maintenance, monitoring e management. Tale strumento sarebbe utile per i professionisti sanitari per garantire l'efficacia e la sicurezza dei regimi di OAA e incoraggiare, per quanto possibile, la possibilità di continuare ad assumere farmaci a casa.
Questo studio, perciò, mirava a sviluppare l'indice di Self-Care of Oral Anticancer Agent (SCOAAI) e a testarne la validità di contenuto. Lo SCOAAI ha dimostrato di avere una buona validità di contenuto ed è pronto per le successive fasi di convalida. Non a caso, una volta implementato, potrebbe avere un impatto significativo sull'assistenza infermieristica dei pazienti che assumono OAA, anzitutto, perché l'uso di una scala che valuta l'auto-cura del paziente fornisce informazioni su quali comportamenti possono essere implementati o supportati con interventi infermieristici personalizzati, volti a ottenere risultati positivi sui pazienti.
Questo nuovo strumento per misurare il mantenimento, il monitoraggio e la gestione dell'auto-cura dei pazienti trattati con OAA, testandone la validità del contenuto ha dato risultati eccellenti. Considerata la mancanza di strumenti convalidati e basati sulla teoria nella letteratura per valutare l'auto-cura nei pazienti che assumono OAA, lo SCOAAI può diventare, pertanto, uno strumento essenziale e prezioso per supportare la pratica clinica oncologica.
Info: https://doi.org/10.1016/j.soncn.2023.151402