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NURSING RISK MANAGEMENT (2014)

NURSING RISK MANAGEMENT

Carlo Turci

Stato: attuato - 30 aprile 2014

Ultima modifica: 16 aprile 2015

Intestazione

Codice: 1.14.9

Polo: 1

Coordinatore: C. Turci

Responsabile: A.M. Pulimeno

Descrizione

Abstract

L’aumento delle aspettative di salute, il ruolo più attivo dei pazienti meno disposti ad accettare l'errore del professionista in sanità, l’aumento del contenzioso sanitario e del ricorso alla magistratura per danno subito, nonché la crescente preoccupazione del cittadino che non si sente sicuro quando entra in ospedale sono alcuni degli elementi che richiamano l’attenzione sull’errore in sanità.

            Le profonde modifiche che hanno coinvolto la professione infermieristica nell’ultimo decennio producendo l’attuale assetto normativo, hanno di fatto ridefinito a partire dal profilo del professionista  gli ambiti delle competenze e dell’autonomia professionale configurando nuovi scenari di responsabilità. L’infermiere in questo contesto è quindi chiamato a:

·         Prevedere i bisogni e/o potenziali rischi della persona assistita.

·         Scegliere, cioè decidere le azioni migliori per favorire il benessere e l’autonomia della persona.

·         Agire, ovvero mettere in atto interventi di comprovata efficacia e con abilità tecnica e relazionale.

·         Valutare i risultati, ovvero l’esito definitivo o conclusivo di un’azione, un’attività.

 

Le principali prestazioni infermieristiche che dovrebbero essere sottoposte ad esame possono essere: l’identificazione dei bisogni di assistenza al paziente (diagnosi infermieristica), la pianificazione e documentazione dell’attività infermieristica, l’esecuzione di attività infermieristiche e delle prescrizioni mediche, la sorveglianza del confort e della sicurezza del paziente, l’educazione sanitaria e sostegno psicologico al paziente ed ai suoi familiari, la tenuta della documentazione sanitaria ed in particolare la gestione di quella infermieristica. Questi elementi critici devono essere necessariamente trattati e seguiti, ed è in questo contesto che poi l’infermiere va a rispondere.